VENEZIA - La notizia è a dir poco clamorosa. Ma le pubblicazioni di matrimonio sono inequivocabili, affisse agli albi di Venezia e di Milano, con tutti gli inconfutabili dati: nomi e cognomi, date di nascita, città di residenza. Sposo: Massimo Cacciari. Sposa: Chiara Patriarca. Ebbene sì: dopo una vita da scapolo impenitente, il filosofo ha deciso di convolare a nozze con la professionista, sua riservatissima (e di conseguenza pressoché sconosciuta alle cronache rosa) compagna originaria di Trieste. Lui 81 anni e lei 52, chi l’avrebbe mai detto? Eppure l’aria d’autunno è ormai pregna di fiori d’arancio, per quanto l’ex sindaco del capoluogo veneto tenda ad ostentare una certa noncuranza nei confronti dell’appuntamento in programma nella terra lombarda, sbattendo il telefono in faccia alla cronista del Gazzettino non appena capisce l’oggetto della chiamata: «Sono in stazione, devo stare attento a prendere il treno giusto. Che cosa? Il mio “sì”? Non ho tempo!». Clic.
Del resto con Candida Morvillo sul Corriere nel 2019 Cacciari era stato piuttosto perentorio sul tema. Vale la pena di riproporre il botta e risposta. Domanda: «Ha avuto solo due fidanzate note, ma ha fama di piacere molto. Come mai?». Risposta: «Io questo non l’ho mai constatato». L’intervistatrice: «Perché non si è mai sposato?». L’intervistato: «Bisogna aver letto Nietzsche per capire cosa significa dire di sì, quando chiede: hai scavato il fondo della tua anima? Sei pronto a dire “per sempre”? Vale anche per essere padre; infatti, non ho avuto figli». La giornalista: «Ha mai avuto il dubbio di sposarsi o no?». Il professore: «Tutte le volte che ho amato». Ultimo tentativo: «E quante volte ha amato?». Riflessione finale: «È impossibile a dirsi... Dire amore è come dire popolo: ogni volta, è una cosa diversa».











