Riscrivere i libri di storia grazie all'analisi innovativa dei reperti archeologici.

È questo il piano di Elon Musk, secondo quanto da lui dichiarato alla presentazione dei progetti vincitori del programma 'Expandere Conscientiae Lumen', promosso da Ancient Rome Live e dall'American Institute for Roman Culture, con il sostegno della Musk Foundation.

Per l'Italia sono stati premiati un progetto di archeologia subacquea a Ripa Puteolana, nel Golfo di Napoli, un altro che analizzerà i pigmenti alla base dei colori di Pompei, uno che studierà l'eredità tessile dell'Impero Romano, per poi passare a quello che prevede la scannerizzazione della colonna di Marco Aurelio e uno dedicato all'analisi dei sistemi idraulici del teatro romano di Aquinum.

La fondazione creata da Musk ha donato un milione di dollari per la tutela dei siti archeologici e la valorizzazione del patrimonio digitale. "Sono interessato alla storia - ha detto il miliardario in videocollegamento - e Roma costituisce una larga parte della storia della civiltà occidentale". Si è detto "interessato all'ascesa e il declino delle civiltà", mentre ha riflettuto sull'effetto dell'applicazione dell'intelligenza artificiale nell'archeologia e come possano permettere di "riscrivere oppure scrivere un nuovo libro di storia basato interamente sui materiali antichi e l'archeologia", per chiarire i buchi che ci sono nella nostra conoscenza del passato. E ha fatto l'esempio dell'antico Egitto, con le piramidi che a lungo si è pensato fossero state costruite da schiavi, "mentre erano soprattutto lavoratori agricoli fuori stagione" e si trattava di strutture "religiose, come cattedrali".