Milano, 24 ott. (askanews) – La Dia ha notificato la misura degli arresti domiciliari a Filippo Piritore, ex funzionario della Squadra Mobile di Palermo ed ex prefetto. Piritore, riferisce l’edizione online del Quotidiano di Sicilia, è indagato per il depistaggio delle indagini sull’omicidio dell’ex presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella.
Sentito dai pm sul guanto trovato il giorno del delitto a bordo della Fiat 127 utilizzata dai killer, mai repertato né sequestrato, secondo i magistrati “ha reso dichiarazioni rivelatesi del tutto prive di riscontro, con cui ha contribuito a sviare le indagini funzionali (anche) al rinvenimento del guanto (mai ritrovato)”.
Depistaggio dichiarativo. Per questa accusa il prefetto Filippo Piritore è stato messo agli arresti domiciliari dalla Direzione investigativa antimafia, in esecuzione di un’ordinanza del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Palermo.
Le contestazioni nei confronti di Piritore, in relazione all’omicidio Piersanti Mattarella, riguardano il periodo in cui l’indagato era in servizio alla Squadra mobile di Palermo. Piritore – si aggiunge in una nota della Procura del capoluogo siciliano – sentito nel settembre del 2024 dai magistrati quale persona informata sui fatti, in ordine alla ricostruzione delle vicende concernenti un guanto di pelle marrone, di mano destra. Il guanto in questione poi fu ritrovato lo stesso giorno dell’omicidio a bordo della Fiat 127 utilizzata dagli assassini, ma mai repertato né sequestrato da parte degli investigatori, ha dato dichiarazioni “rivelatesi del tutto prive di riscontro, con le quali ha contribuito a sviare le indagini in corso funzionali (anche) al rinvenimento del detto guanto (mai più ritrovato)”.











