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Jannik, 17ª vittoria su 17 sfide italiane, il romano suo alter ego a Bologna lo costringe al tie-break. Ora Bublik

Una giornata da Davis azzurra: passata, presente e - si spera anche futura. A Vienna ieri il tabellone sembrava averlo fatto apposta, con i nostri eroi sul campo centrale a darsi il cambio, mentre a Roma il presidente del Coni Buonfiglio chiudeva il caso Sinner: «Basta con il gossip: Jannik prima di dare una risposta l'avrà valutata e se ha deciso così prendiamo atto. Spero di conoscerlo presto, mi auguro che gli altri mantengano alto l'onore italiano anche senza di lui».

Punto (speriamo), tanto che un segnale l'ha dato subito Matteo Berrettini, uscito vincitore da un super match contro Norrie (7-6, 6-7, 6-4, adesso avrà De Minaur) nel quale ha ritrovato sprazzi da fenomeno: «Sono molto orgoglioso di me: ci ho messo il cuore e non mi sono tirato indietro. Finalmente in campo ho ritrovato il sorriso». Meno bene è andata poi ad Arnaldi contro Zverev (ha perso 6-4, 6-4), ma l'attesa era tutta per il derby Sinner-Cobolli, una specie di cambio della guardia verso Bologna, dove Flavio sarà appunto l'alter ego di Jannik. Il quale, arrivato in Austria anche per presentare la fidanzata Laila ai genitori, non ha avuto scrupoli nel conquistare il diciassettesimo derby (su 17) in carriera, nonostante abbia dovuto soffrire nel secondo set. Bravo Cobolli, in pratica, che ha portato il numero 2 del mondo fino al tie-break salvando tre break point sul 5 pari: Sinner ha poi messo il turbo chiudendo 6-2, 7-6, la partita però è stata divertente e piena di bel tennis.