Ci sono voluti solo 80 minuti per far “scendere” da cavallo Erasmo da Narni, detto Il Gattamelata, e posizionarlo sulla speciale struttura “a sella” che lo sosterrà per i prossimi mesi. E chissà se il capolavoro di Donatello tornerà mai all’aperto, nella posizione che occupa da quasi sei secoli. A Padova, di fronte alla Pontificia Basilica di Sant’Antonio, è iniziata la fase operativa della delicata e complessa operazione di restauro della prima grande scultura in bronzo realizzata tra il 1447 e il 1453 da Donatello, su commissione della famiglia del condottiero, con l’avallo del Senato della Repubblica Veneta.
Un’altezza di 3,40 metri, larghezza di 3,90, con la sola figura umana che pesa quasi mezza tonnellata e il cavallo raggiunge i 1600 chili: è la terza volta che viene smontata. Era già accaduto nel mese di novembre del 1917, quando il monumento venne ricoverato a Palazzo Venezia sino al termine della Grande Guerra; fece poi ritorno sul Sagrato nel luglio del 1919. La seconda avvenne il 1° ottobre del 1940, all’inizio del secondo conflitto mondiale, quando il gruppo scultoreo fu smontato e ricoverato all’Abbazia di Carceri d’Este, in provincia di Padova, dove rimase sino al 6 giugno 1945.






