All’improvviso, tra l’imbrunire degli anni Sessanta e l’alba dei Settanta del secolo scorso, gli italiani furono “smutandati”, un po’ sconvolti ma soprattutto liberati dall’irrompere sulla scena editoriale di una rivista unica: Playmen, passata alla storia grazie al carisma della donna che d’un tratto ne prese le redini: Adelina Tattilo.
Una vicenda profondamente italiana e figlia del suo tempo, protagonista ieri alla Festa del Cinema di Roma, dove è stata presentata in anteprima la serie in sette episodi Mrs Playmen, diretta da Riccardo Donna, con Carolina Crescentini. «Ispirata a una storia vera» si legge nel sottotitolo. Prodotta da Gianandrea Pecorelli per Aurora Tv, dal prossimo 12 novembre sarà disponibile in esclusiva su Netflix.
La trama si svolge con lo sfondo di una Roma profondamente cattolica. Tale era il muro di moralismo contro il quale si infrangeva ogni tentativo di mutamento nei costumi, nelle abitudini e nei valori tradizionali. Al tempo stesso gli echi delle rivoluzioni sociali, culturali, generazionali e certamente anche sessuali che facevano rumore a Londra, a Parigi e ancora più negli Usa si facevano sentire anche nell’Urbe pontificia.
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