"Con un personaggio così volubile come Donald Trump, tutto può cambiare da un giorno all’altro: in qualsiasi momento potrebbe perfino di nuovo mostrarsi improvvisamente aggressivo verso Vladimir Putin. Ma alla fine vuole fare amicizia e business con Putin, almeno così sembra": Alan Friedman lo scrive in un suo articolo su La Stampa, criticando di fatto tutti gli sforzi fatti finora dal presidente americano per mettere fine alla guerra in Ucraina. Poi descrive il capo della Casa Bianca, l’uomo su cui "dovrebbe poggiare la fiducia del mondo libero" come "un presidente più a suo agio nel minacciare i propri cittadini che nell’affrontare gli autocrati; più ossessionato dai sondaggi e dagli ascolti televisivi che dalle alleanze o dalla strategia".
Secondo il giornalista, "per l’Europa, le implicazioni sono gravi. Il vecchio legame transatlantico che per settantacinque anni ha garantito pace e prosperità appare oggi fragile. Nei corridoi di Bruxelles e Berlino si sussurra ciò che nessuno osa dire in pubblico: l’America di Trump è diventata un rischio, non una guida".
4 DI SERA, FRIEDMAN: "TRUMP? UN ALTRO FILM NEGLI USA"
Tutti elogiano il presidente americano Donald Trump per il grande contributo dato alla pace tra Hamas e Israele a Gaza, ...






