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Nella scorsa giornata di Serie A – giocata tra il 18 e il 20 ottobre – sono stati segnati 11 gol in 10 partite. Da quando il campionato maschile di calcio si gioca a 20 squadre, quindi dalla stagione 2004-2005, non erano mai stati così pochi. Nella recente giornata di Champions League ne sono stati fatti 71 in 18 partite, un record per la fase a gironi (che dall’anno scorso si chiama fase campionato e prevede due partite in più per turno).

In Serie A quattro partite su dieci sono finite 0-0; in Champions League ci sono stati un 7-2, un 6-2, un 6-1 e due 5-1. Sono casi eccezionali, soprattutto quello della Serie A, ma sono anche parte di una tendenza che dice un po’ di cose sul modo diverso in cui si gioca a calcio in Italia e in Europa, oltre che sul livello di competitività dei due tornei.

Nonostante il calcio italiano abbia da sempre la fama di essere molto attento all’organizzazione difensiva, nelle ultime stagioni sono stati segnati in media più gol rispetto a venti o trenta anni fa, al periodo cioè considerato “l’età dell’oro” della Serie A.

In questa stagione tuttavia la direzione sembra essere un’altra: la media di 2,2 gol a partita tenuta nelle prime sette giornate è una delle più basse di sempre, e tante squadre stanno giocando in modo fin troppo accorto. «Nelle prime sette giornate la Serie A ha smarrito 40 gol rispetto all’anno scorso. È un’enormità che balza all’occhio in un weekend esageratamente povero, ma è da agosto che si procede in questa nevrotica siccità», ha scritto Paolo Condò sul Corriere della Sera.