AURONZO - Le due campate del viadotto di Tarlisse giù. La circolazione in tale tratto per l'occasione è stata temporaneamente deviata in loco lungo un by-pass provvisorio di cantiere gestito in senso unico alternato da movieri. Sono così terminati ieri i lavori di demolizione dello svincolo in uscita dalla Galleria Comelico sul versante auronzano in località Tarlisse per l'imbocco e il raccordo in direzione Belluno con la strada statale 52 Carnica. Prosegue intanto per tutto il periodo di costruzione del nuovo viadotto la deviazione in direzione Auronzo lungo la strada regionale 48 delle Dolomiti dei veicoli diretti verso il Centro Cadore e Belluno. La durata della totalità dei lavori è stata prevista entro la fine dell'estate del prossimo anno.

Per chi esce dalla galleria in direzione Belluno, dopo un paio di chilometri in corrispondenza dell'intersezione con la strada provinciale 532 del Passo di sant'Antonio che collega la Val d'Ansiei con il Comelico, è stata istituita una rotatoria provvisoria in corrispondenza della chiesa di san Lucano nella frazione auronzana di Villapiccola. Qui sarà possibile invertire la direzione di marcia e rientrare sulla strada statale 52 Carnica in direzione appunto del Centro Cadore e Belluno. Tale variazione non sembra aver creato in questi tre giorni particolari disagi, specialmente per i pendolari che, con i lavori nella Galleria Comelico, vedono i tempi di percorrenza dilatati. Sicuramente, osserva un residente nella frazione auronzana, il traffico locale è vistosamente aumentato, soprattutto alla mattina con i pendolari. È una situazione del resto simile al periodo di chiusura della 51 di Alemagna a San Vito per la frana dalla Croda Marcora. Quando cioè la Val d'Ansiei aveva costituito una delle due alternative di collegamento con Cortina. Nemmeno sui social si sono registrate particolari lamentele con la speranza che tali lavori costituiscano un intervento duraturo e definitivo su una viabilità da troppi anni a singhiozzo per i continui cantieri. L'intervento sul viadotto di Tarlisse era considerato un'opzione dagli elaborati tecnici dei lavori per la sistemazione della Galleria Comelico e condizionato dalla disponibilità finanziaria. I manufatti presentavano a vista d'occhio il loro deterioramento.