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Non è ancora nota l’identità dei quattro ladri che la scorsa domenica hanno rubato dal Museo del Louvre di Parigi otto gioielli del valore complessivo stimato in 88 milioni di euro. Circa 100 investigatori si stanno occupando del caso: una sessantina fa parte della Brigade de répression du banditisme, un’unità speciale della polizia che si occupa di furti importanti, fra cui anche quelli di opere d’arte, e a questi si aggiungono 34 agenti dell’Ufficio centrale per la lotta contro il traffico di beni culturali, che hanno il compito di coordinarsi con le polizie europee per estendere le ricerche a livello internazionale. Questo perché i ladri potrebbero essere usciti dalla Francia.

Il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez, in carica da dieci giorni dopo essere stato a capo della prefettura di Parigi per tre anni, ha detto che si tratta di ladri «esperti», che potrebbero essere stranieri e anche già noti per fatti simili. La procura di Parigi ha detto che per il momento tutti gli elementi raccolti dagli investigatori fanno pensare a un furto legato alla criminalità organizzata e che l’ipotesi più probabile, di cui si è parlato molto sui giornali negli ultimi giorni, è che i gioielli verranno smembrati e venduti a pezzi.