AMiami e Portland, non ancora a Houston, hanno più di un problema. Un giocatore, Terry Rozier degli Heat, e un allenatore, Chauncey Billups dei Traiblazers, arrestati per due indagini, al momento separate, relative al gioco d'azzardo illegale negli Usa. «Un'operazione di gioco d'azzardo illegale e di manipolazione di eventi sportivi durata anni», sentenzia il direttore dell'FBI Kash Patel, convinto che la prima mossa di arrestare più di una trentina di persone in 11 Stati, con accuse che spaziano da frode telematica, riciclaggio di denaro, estorsione, rapina e gioco d'azzardo illegale, sia stata quella giusta.
Manette sulla Nba
La Nba si è risvegliata con tre suoi volti, presenti e passati, in manette. Rozier, guardia degli Heat e compagno di squadra dell'azzurro Simone Fontecchio, è stato arrestato in un hotel di Orlando, in Florida. Gli Heat hanno perso l'esordio stagionale contro i Magic mercoledì: Rozier, comunque, non era sceso sul parquet per scelta tecnica. L'arresto di Billups, invece, in Oregon è stato effettuato nell'ambito di un caso separato di gioco d'azzardo collegato a un'operazione di poker illegale con partite truccate legate alla mafia: l'allenatore di Portland e ex bandiera (campione) dei Detroit Pistons (da giocatore) dovrà comparire in tribunale nelle prossime ore. Tra gli arrestati figura anche l'ex giocatore e vice allenatore dei Cleveland Cavaliers Damon Jones, sospettato di aver fornito a dei coimputati informazioni riservate sulle partite NBA da utilizzare per piazzare scommesse. Jones, 49 anni, ha giocato per 10 squadre NBA in una carriera di 11 anni, dal 1998 al 2009, ed è stato assistente dei Cavaliers dal 2016 al 2018. Secondo il procuratore degli Stati Uniti per il distretto orientale di New York, Joseph Nocella Jr., sei imputati sono accusati di coinvolgimento nel caso di scommesse sportive, mentre 31 sarebbero coinvolti nel caso delle partite di poker truccate. Damon Jones sarebbe coinvolto in entrambi i casi. Le due indagini a tappeto hanno portato anche all'emanazione di misure cautelari nei confronti di esponenti delle famiglie mafiose Bonanno, Gambino, Genovese e Lucchese.










