Scoop o fake news? Per il Wall Street Journal, gli Stati Uniti hanno tolto i vincoli sull’uso di alcuni missili a lungo raggio da parte dell’Ucraina. Ma Trump interviene smentendo su Truth: «La storia del Wsj è una fake! Gli Usa non hanno nulla a che fare con quei missili, da qualsiasi parte provengano o qualsiasi cosa l’Ucraina ci faccia!». Nel frattempo, però, il segretario al Tesoro, Scott Bessent, esce a sorpresa: «Annunceremo entro domani (oggi per chi legge, ndc) un sostanziale inasprimento delle sanzioni alla Russia». Potrebbe anche intendere le sanzioni secondarie, ovvero sui Paesi terzi che acquistano energia da Mosca. Kiev, intanto, colpisce in profondità proprio con un missile Storm Shadow di fabbricazione britannica un impianto chimico a Bryansk, Russia occidentale. Il bersaglio produce esplosivi e carburante per missili. Ed è giallo sulle rivelazioni del Wall Street Journal. Testualmente: la Casa Bianca ha revocato la restrizione che limitava l’uso di certi «missili occidentali» oltre confine, trasferendo l’autorizzazione dal Pentagono al comando europeo della Nato. Di qui il via libera all’impiego degli Storm Shadow, sui quali pesa un veto americano.

Sarebbe lo stesso meccanismo che Trump ha già sperimentato in Medio Oriente, costringendo Hamas al cessate il fuoco dopo aver dato semaforo verde a una nuova pesante avanzata israeliana nella Striscia. A riprova del cambio di passo nella strategia del Tycoon, la soddisfazione di Zelensky. «Trump – dice - ha proposto: “Rimanete dove siete e iniziate le trattative”. Penso che sia un buon compromesso, ma non sono sicuro che Putin lo sosterrà». Non è una resa, congelare non significa riconoscere nuovi confini. È però un modo per restare nell’iniziativa politica senza lasciarla alla retorica di Mosca. «La Russia dev’essere costretta a sedersi al tavolo», insiste. «E questo può avvenire solo con la forza e una diplomazia coordinata». Trump, che ha definito «una perdita di tempo» l’incontro previsto e poi rinviato con Putin a Budapest, ora spingerà per far ripartire i colloqui. «I preparativi continuano», assicura il viceministro degli Esteri russo, Sergey Ryabkov, anche se il Cremlino nega ogni concessione sulla richiesta di tutto il Donbass. Intanto Zelensky firma in Svezia un accordo che cambia il profilo dell’aeronautica ucraina: 100-150 caccia Gripen nei prossimi anni, e una cooperazione industriale tra Saab e Kiev. «Apriamo un capitolo completamente nuovo nelle nostre relazioni», dice il premier svedese Ulf Kristersson. «Contiamo sulle prime consegne già nel 2026».