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Dall’inizio della guerra nella Striscia di Gaza, più di due anni fa, il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) è rimasto operativo in zone inaccessibili a quasi tutte le altre organizzazioni umanitarie e devastate dai continui attacchi e bombardamenti israeliani. Tra le altre cose ha gestito le delicate operazioni di scambio tra prigionieri palestinesi e ostaggi israeliani, comprese quelle che stanno avvenendo in queste settimane, dopo l’inizio del cessate il fuoco.
Non è un caso: il Comitato è la più importante associazione di protezione e assistenza per le persone in tempo di guerra, è considerato autorevole in modo trasversale e grazie alla sua politica di neutralità e confidenzialità è potuto intervenire in tutte le situazioni di conflitto più complicate dell’ultimo secolo.
Fu fondato nel 1863 dall’imprenditore svizzero Henry Dunant, e ancora oggi le persone che fanno parte del suo direttivo devono necessariamente essere cittadine svizzere. Si distingue dalle altre organizzazioni anche perché è l’unica a cui le Convenzioni di Ginevra danno esplicitamente il compito di monitorare il rispetto del diritto umanitario internazionale, ossia le regole che valgono in tempo di guerra, a partire da quelle sul trattamento dei civili e dei prigionieri di guerra. Le Convenzioni, adottate nel 1949, sono quattro trattati fondativi del diritto internazionale e furono inizialmente teorizzate dallo stesso Dunant.







