Senza Federica Brignone, e per ora anche senza Marta Bassino.

Quella che si apre sabato prossimo sui 3000 metri del ghiacciaio Rettenbach di Soelden con il gigante femminile sarà per l'Italia una stagione dello sci assolutamente speciale, e anche con assenza pesanti. A febbraio il Bel Paese sarà il centro del mondo, con le attese Olimpiadi di Milano-Cortina, un appuntamento che lo sport azzurro non può sbagliare per mille evidenti ragioni.

Eppure alla viglia della prima gara, seguita domenica dal gigante uomini, le preoccupazioni e le incognite sono tante e tutte serie, dopo una estate segnata dalla tragica morte in allenamento sulle nevi cilene del giovane liberista Matteo Franzoso.

Il primo dato è infatti l'assenza forzata per il grave infortunio della scorsa primavera di Federica Brignone, al culmine di una stagione che l'aveva vista dominare a tutti i livelli sino a conquistare non solo un titolo mondiale ed una sfilza di gare ma pure la sua seconda grande coppa del mondo, prima ed unica azzurra nella storia.

Dopo i necessari interventi chirurgici, la valdostana sta seguendo una durissima riabilitazione. Vuole ad ogni costo essere presente in pista alle gare di Cortina. Ma per ora nulla è ancora certo, lo ha ribadito lei stessa: "Non so quando potrò tornare su gli sci, lo farò comunque quando mi sentirò bene davvero". E, per quanto presto possa tornare a gareggiare, apertissimo è il discorso su quelle che saranno le sue reali capacità competitive all'altissimo livello richiesto agli atleti.