"L'Italia è sempre stata, sta e sempre sarà al lato dell'Argentina".
Lo afferma l'ambasciatore Fabrizio Lucentini in un'intervista all'ANSA in cui, a poche settimane dal rientro a Roma, traccia un bilancio dei suoi quattro anni a Buenos Aires.
Un periodo "intenso", ammette, ma segnato anche da un forte rilancio delle relazioni tra i due Paesi suggellato dall'importante visita della premier Giorgia Meloni a novembre del 2024 - preceduta a ottobre da quella del ministro degli Esteri, Antonio Tajani - e dall'avvio di un 'Piano d'Azione' bilaterale sul lungo termine. "In questi anni si sono create le condizioni per dare un quadro d'insieme e una continuità al rapporto bilaterale", afferma, sottolineando che "il piano di azione Italia-Argentina 2025-2030 ha proprio lo scopo di individuare i settori strategici della cooperazione, definire gli obiettivi e fornire gli strumenti per raggiungerli".
Uno dei principali settori in cui già si stanno materializzando nuovi sviluppi nelle relazioni è l'energia di transizione, considerata uno dei maggiori driver dello sviluppo argentino nei prossimi decenni. "Nell'attuale contesto il peso e il ruolo del Paese nel mercato energetico globale è cresciuto e l'Italia qui è presente da molti anni con Enel, uno dei suoi investitori storici" spiega Lucentini. In questo scenario si inserisce ora la possibilità concreta dello sbarco di un gigante come l'Eni, attraverso un'importante joint-venture con la partecipata argentina Ypf per la produzione e l'export di gnl, estratto nel giacimento non convenzionale di Vaca Muerta dove è già presente anche il gruppo Techint con la succursale Tecpetrol. "Se dovesse andare a buon fine, Eni diventerebbe uno dei principali player nella seconda riserva di gas non convenzionale al mondo", afferma. E nuovi progetti si registrano anche nell'altro grande settore su cui punta l'Argentina, quello minerario, a iniziare dal litio e il rame: "Anche qui ci sono investimenti che si stanno sviluppando da parte del gruppo italo-francese Stellantis e di Techint", aggiunge.






