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Il testo sale a 154 articoli. Riforme su banche e cultura, confermata la proroga dell’Ape sociale
La manovra economica per il 2026 ha superato l’ultimo passaggio tecnico: la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato. Con il via libera ufficiale, il disegno di legge di Bilancio è stato trasmesso dal Ministero dell’Economia a Palazzo Chigi e si prepara al passaggio formale alla Presidenza della Repubblica. Il testo definitivo — ampliato da 137 a 154 articoli — conserva la struttura originaria, ma introduce ritocchi significativi su fisco, finanza, locazioni brevi e fondi per la cultura.
La riduzione della seconda aliquota Irpef dal 35% al 33% viene confermata per i redditi compresi tra 28mila e 50mila euro, con una clausola di neutralità per chi supera i 200mila: in quel caso, la minore tassazione viene compensata da un taglio alle detrazioni. Il governo rinnova inoltre la tassazione agevolata al 5% sugli incrementi salariali dei prossimi due anni, ma la misura si limiterà ai lavoratori con redditi inferiori ai 28mila euro. Restano gli sconti su straordinari, lavoro festivo e buoni pasto, che vedono salire la deduzione a 10 euro. Un pacchetto che, nel complesso, punta a dare ossigeno ai redditi medi senza mettere in tensione i conti pubblici.







