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La senatrice Maiorino ha fatto velato riferimento alla polemica sul "cortigiana" rivolto da Landini al premier Meloni. La Russa: "Tristezza..."

Durante le repliche in Senato si è acceso un vivace scontro verbale quando la senatrice del M5s Alessandra Maiorino, rivolgendosi a Giorgia Meloni, l'ha definita "cheerleader" del presidente statunitense Donald Trump. Sono immediatamente esplose le proteste della maggioranza a tutela del presidente del Consiglio, che hanno a loro volta costretto all'intervento il presidente del Senato, Ignazio La Russa, per chiedere di riportare l'ordine in Aula. "Anche oggi l'abbiamo dovuta vedere nelle vesti di cheerleader (e spero che cheerleader si possa dire e che nessuno insorga) del Presidente di un altro Paese, invece che mantenere la schiena dritta e fare la capo del governo dell'Italia, lodando semplicemente Trump", ha dichiarato Maiorino nel corso dell'intervento.

Il riferimento, non troppo velato, della senatrice è all'appellativo di "cortigiana" rivolto da Maurizio Landini, segretario della Cigl, al premier proprio riferendosi al comportamento nei confronti del presidente americano. Le parole di Maiorino hanno scatenato la protesta della maggioranza, proprio in relazione alla polemica con Landini. E poi, proseguendo nel suo intervento, Maiorino ha aggiunto che "Meloni in Aula è venuta a raccontarci qui la favoletta che anche il suo ministro Tajani ci è venuto a raccontare, quella dei 39 studenti palestinesi che adesso noi stiamo formando e che sono destinati a diventare la classe dirigente della Palestina e quindi forse un giorno la Palestina potrà essere riconosciuta. Ma si rende conto delle baggianate che venite a raccontare in quest'Aula e agli italiani? Ma veramente ci avete preso per dei bambini? La Palestina va riconosciuta oggi".