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Ultimo aggiornamento: 12:55
Davanti al giudice per le indagini preliminari aveva scelto il silenzio: neanche una parola sui 53 episodi di appropriazione indebita e i bonifici eseguiti sui propri conti e sottratti alla onlus Action Aid. Bonifici che venivano eseguiti con l’app di home banking installata sul cellulare aziendale. E così dopo l’interrogatorio la giudice di Milano, Sonia Mancini, ha disposto gli arresti domiciliari per Francesca Marenco, la 47enne, già condannata per altre truffe.
Secondo la gip l’indagata “con la presumibile complicità di altri soggetti” ha costruito un vero e proprio castello “di menzogne ed artifizi volti a nascondere la sua sistematica azione” di furto riuscendo ad “agire del tutto indisturbata, per un tempo anche molto prolungato, denunciano la piena dolosità dell’operazione, architettata… al fine di appropriarsi di denaro, peraltro, proveniente per lo più da donazioni e destinato a perseguire gli scopi benefici di Action Aid e della Firc (Fondazione realizza il cambiamento)”.
Alla donna sono contestati anche l’accesso abusivo a sistemi informatici, perché la donna avrebbe anche cambiato credenziali e password bancarie dell’associazione per bloccare agli altri dipendenti l’accesso ai conti, e nascondere così i soldi mancanti presentando, quando richiesti, estratti conto falsificati. Non solo, una volta che il raggiro stava emergendo la donna ha detto che il marito era morto e alcune persone, che si presentavano come figlio o amici, avevano riferito che la donna era malata di leucemia e che soffriva di ulcera.







