La Corte di Cassazione ha definitivamente escluso qualsiasi collegamento tra il fondatore di Forza Italia, Silvio Berlusconi e Cosa nostra, ponendo la parola fine a un lungo contenzioso giudiziario che durava da anni. La Suprema Corte ha respinto il ricorso presentato dalla procura generale di Palermo contro la decisione della Corte d’appello, che a sua volta aveva bocciato la richiesta di sorveglianza speciale e la confisca dei beni nei confronti di Marcello Dell’Utri — difeso dagli avvocati Francesco Centonze e Tullio Padovani — e dei suoi familiari, assistiti dai legali Filippo Dinacci, Lodovica Beduschi e Francesco Bertorotta. Analogo verdetto era stato espresso in primo grado dal tribunale di Palermo. Secondo la procura, il patrimonio di Dell’Utri, arricchito anche da consistenti donazioni ricevute da Berlusconi, avrebbe avuto un’origine illecita o di matrice mafiosa. Ma i giudici, in tutti e tre i gradi di giudizio, hanno smentito questa impostazione.