Si chiama L’acqua è più profonda di come sembra ed è un libro di Fedez. Lo pubblica Mondadori e ne anticipa ampie parti Repubblica. Paragrafi che vanno dall’infanzia e adolescenza del rapper (“ho collezionato esperienze, ho fatto conoscenze che mi hanno portato dove sono ora. Ma erano ambienti pericolosi. Se oggi sapessi che mio figlio esce e va a fare quello che facevo io, sarei molto preoccupato per la sua incolumità”) al caso Iovino (“Bisognerebbe giudicare le azioni, non se le facce con cui mi accompagno sono quelle giuste o quelle sbagliate…. Sono libero di uscire con chi voglio. Non mi sono mai macchiato di crimini, ma mi capita di frequentare persone che ne hanno commessi: dunque?… Se, per ipotesi, dei tizi della curva vanno a picchiare della gente, e Luca Lucci è ai domiciliari, cosa ne sa lui di cosa combinano queste persone? Luca Lucci non sapeva nulla di cosa facevano queste persone“).
E non manca – non poteva mancare – una parte su Chiara Ferragni e il divorzio, probabilmente quella più attesa, perché al pubblico piace sempre vedere l'”impero che cade” e rimestare tra le rovine. Eppure l’anticipazione che si trova su Repubblica non dice niente che non si fosse già intuito, da dichiarazioni dello stesso rapper: “Le nostre differenze emergevano come iceberg pronte a far affondare la nave. Faccio un esempio: durante il matrimonio ho subito, per osmosi, le frequentazioni di mia moglie. Avevo accettato passivamente di stare a quel tipo di pensiero lì, di accettare l’architetto superfancy di Milano, quello della moda iperinserito e un’altra serie di figure insopportabili. Una confezione bellissima. Ma dentro, per me, puzzavano tutti”.






