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22 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 11:47

“Come sapete, questa settimana si torna a cambiare orario, un’altra volta. Non vedo alcun senso. E se si considerano i sondaggi che coinvolgono spagnoli e europei, la maggioranza è contraria al cambio di orario”. Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, in un video pubblicato sui social, ribadisce la sua posizione sull’inutilità del passaggio dall’ora legale all’ora solare, che scatterà alle 3 di notte notte tra sabato 25 ottobre e domenica 26 e farà spostare indietro le lancette di un’ora. Poi, a marzo, ci sarà il procedimento inverso col ritorno all’ora legale con lo spostamento delle lancette in avanti. Per Sanchez, tutto questo non ha più senso e proporrà al Consiglio Europeo del 23 ottobre la soppressione del cambio dell’ora, in linea con quanto approvato sei anni fa dal Parlamento europeo. Peraltro in Spagna il 66% della popolazione è a favore della soppressione dell’ora legale. Sanchez non ha specificato se preferisca rimanere con l’ora legale fissa o quella solare.

La pianificazione attuale dell’Ue rispetto a questo cambio termina nel 2026, per cui il Governo iberico ritiene sia un’opportunità per porre la questione sul tavolo. Si evidenzia, inoltre, che oltre all’approvazione, nel 2019, da parte del Parlamento Europeo dell’eliminazione dell’ora legale, un anno prima la proposta era stata avanzata dalla Commissione europea, dopo un referendum cittadino al quale parteciparono 4,6 milioni di persone, delle quali l’84% si espresse a favore di porre fine allo spostamento delle lancette di un’ora. Tuttavia la decisione non è stata attuata per la mancanza di consenso fra i Ventisette, poiché c’è bisogno di una maggioranza qualificata nel Consiglio Europeo, anche se è probabile che si cercherà di raggiungere l’unanimità, spiegano fonti governative a LaPresse. Secondo Madrid, l’evoluzione dell’economia, la tecnologia e le abitudini sociali hanno reso obsoleto il cambio dell’ora legale d’estate e d’inverno coordinato a partire dal 1980 dalla Comunità Economica Europea fra i Paesi membri per approfittare di più delle ore di luce, ridurre il consumo di energia e armonizzare il funzionamento del mercato comune. Con l’iniziativa, l’esecutivo di Pedro Sanchez intende inviare il messaggio chiaro che gli Stato membri dell’Ue devono ascoltare la cittadinanza, l’evidenza scientifica e aggiornare le politiche al ritmo dei tempi.