La filosofia del posteggiatore napoletano lascia secco Fico. «Sono tutte automobili, ma non sono tutte uguali; tra una Ferrari e una Panda la differenza c’è. Noi del popolo vogliamo votare qualcuno di meglio, non uno come noi. Roberto, un caro guaglione, ma...». Gianfranco Rotondi, che sfiderà il candidato del campo largo in Campania con una delle sei (o otto, il mistero sarà sciolto alla fine di questa settimana) liste a sostegno di Edmondo Cirielli, viceministro di Fratelli d’Italia, la vede così: «Napoli tiene la puzza sotto il naso; non solo a Posillipo, ma pure nei quartieri spagnoli. Quando mi candidavo qui, mi chiamavano l’avellinese, per prendere le distanze, a Milano non me l’ha mai detto nessuno».

Roberto Fico sarà il detonatore delle tensioni del campo largo e di M5S. Se vince, iniziano i guai; se perde, è l’Apocalisse. Il fatto è che i grillini in questo primo giro di Regionali hanno fatto in media il 5% e ci sono tutti i segnali perché il Movimento arrivi quarto a sinistra, dietro Pd, lista De Luca e forse pure Avs. Questo significa che, nel caso, il presidente grillino sarebbe più molle del suo cognome: comanderebbe De Luca, un po’ da sé, un po’ per interposto figlio, che ha imposto a Elly Schlein come segretario regionale del Pd.