Una rete sofisticata di 7 siti clandestini nascosti nei quartieri torinesi di Madonna di Campagna, Barca e Rebaudengo ha operato indisturbata per produrre milioni di sigarette contraffatte. Oggi quella catena è stata spezzata dall'operazione «Chain smoking», sviluppata da Guardia di Finanza e Carabinieri in coordinamento con la Procura di Torino. Otto persone sono state arrestate.
Lo sfruttamento invisibile
Ciò che emerge dall'indagine va oltre il semplice contrabbando. Nei 5 opifici e nei due depositi sequestrati, i lavoratori vivevano una realtà di completo isolamento: rinchiusi nelle fabbriche senza poter comunicare con l'esterno, sottoposti a turni massacranti, privi di riposo e di ogni tutela legale. Un modello di sfruttamento sistemico che affonda le radici nella vulnerabilità dei migranti.
Gli impianti erano stati realizzati con accorgimenti pensati per sfuggire ai controlli: finestre oscurate, illuminazione esclusivamente artificiale, alloggiamenti temporanei per il personale, gruppi elettrogeni per non lasciare tracce nei consumi energetici. Ogni dettaglio rivelava la consapevolezza del crimine.
Una macchina produttiva di vaste proporzioni









