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Focus sui rapporti di forza tra i soci. Nel 2014 lo strappo di Unipol
Allianz ha deciso di lasciare l'Ania, l'associazione delle imprese assicuratrici. La compagnia tedesca ha inviato la lettera di disdetta con effetto dall'1 gennaio 2026. Secondo lo statuto, l'uscita di un associato può avvenire solo il 31 dicembre di ogni anno.
L'addio era nell'aria da qualche settimana ma le tensioni risalgono alla fine del 2024 in occasione della designazione del presidente Giovanni Liverani (in foto), manager di lungo corso delle Generali: al comitato esecutivo dell'associazione non aveva partecipato Allianz Italia, rappresentata dall'amministratore delegato Giacomo Campora, e la rappresentante della divisione assicurativa del gruppo Intesa Sanpaolo si era astenuta. In discussione non era tanto la figura di Liverani - manager stimato che è stato anche membro del comitato esecutivo della Gdv, l'Ania tedesca - quanto il metodo adottato per la sua selezione e le istanze di cambiamento della governance. Le divisioni, al tempo, erano tra chi avrebbe voluto favorire una maggior rotazione di rappresentanti di compagnie ai vertici dell'associazione (con Generali che storicamente ha avuto la presa più forte); e chi invece proponeva una diversa distribuzione dei poteri al vertice di Ania. Parallelamente, alcuni associati avevano sperato in un prolungamento del mandato di Maria Bianca Farina, presidente uscente, con una modifica dello statuto per consentirle di restare in carica per un ulteriore anno. Poi Farina è stata eletta presidente emerito. Il cantiere sulla riforma della governance resta aperto: "C'è stata una contrapposizione dialettica tra alcune associate, che per il bene dell'associazione è mio compito cercare di ricomporre. È giusto che ci sia competizione sul mercato ma in Ania deve esserci coesione", aveva sottolineato Liverani in un'intervista a MF in primavera.






