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L'ex presidente esce di casa mano nella mano con la moglie per entrare in una cella di isolamento. La folla, radunata dal figlio, intona la Marsigliese: "Liberatelo"
Amici, famiglia, sostenitori, vicini di casa: lo hanno aspettato davanti alla sua abitazione. È uscito a piedi dal cancello, lentamente, mano nella mano con la moglie Carla Bruni. Nicolas Sarkozy ha trascorso così gli ultimi venti minuti di libertà, prima di salire sull'auto che lo ha condotto ieri mattina nel carcere parigino de La Santé. Piccolo bagno di folla con le persone chiamate a partecipare al rassemblement di solidarietà organizzato da Louis Sarkozy, uno dei figli dell'ex presidente della Repubblica. Qualche centinaio dietro le transenne. Fotografi, compagni del partito neogollista con cui ha condiviso la parabola da leader. Le grida: "Nico-las! Nico-las!"; "Liberatelo". La Marsigliese intonata. Sorrisi, saluti. L'abbraccio con la moglie. Poi la giacca blu, il pullover bleumarine e la camicia bianca sono scomparsi nell'auto dai vetri oscurati portandolo in un altro scenario: il metallo bianco del penitenziario, dove, come hanno spiegato i due legali, ha ricevuto un trattamento al pari di ogni altro detenuto. Nessun privilegio.













