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Ultimo aggiornamento: 16:29
“Questa è la tragedia dell’assolutizzazione del profitto e se la finanza non fosse stata il tiranno della gestione di impresa, se la vera cultura aziendale avesse prevalso questa tragedia non ci sarebbe stata”. A lanciare il j’accuse è Raffaele Caruso, avvocato del Comitato delle vittime del Ponte Morandi, oltre che di Egle Possetti e Marcello Bellasio, che oggi ha parlato per quasi sette ore nel corso del processo per il crollo del viadotto. Un intervento in cui il legale delle parti civili ha chiesto la condanna degli imputati e messo sotto accusa il sistema Autostrade: “Nella storia di Aspi la finanza si è mangiata l’industria, intendo con il termine industria, l’oggetto stesso dell’impresa che in questo specifico caso è viaggiare in velocità e sicurezza. Abbiamo finito per viaggiare insicuri e, se pensiamo al costo infinito dei cantieri, abbiamo finito per viaggiare lenti. Aspi esce da questo processo come un’impresa piena di soldi ma che ha completamente fallito i suoi obiettivi industriali. E purtroppo ad acuire l’amarezza c’è il fatto che questo è avvenuto sotto gli occhi dello Stato, in un settore in cui lo stato avrebbe dovuto vigilare e invece si è girato dall’altra parte, perso in un’inadeguatezza che ha visto generare profitti assurdi a fronte di inefficienze che la retorica delle privatizzazioni ci diceva che sarebbero definitivamente sparite”.







