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Abbiamo testato la forza e le capacità della Audi SQ6 Sportback e-tron in uno scenario inusuale: il deserto del Sahara. Un viaggio da 500 chilometri
Rispetto ai tempi di Scipione l’Africano, il panorama non è cambiato. Un mare di sabbia, immenso e infinito. Dune ondulate come onde in tempesta e un orizzonte giallo senza fine. L’impronta del dominio romano è visibile ancora oggi, come ci raccontano le rovine del fortino di Ksar Ghilane, un avamposto collocato in un luogo strategico, a pochi chilometri di distanza da una suggestiva oasi nel cuore del deserto del Sahara. Ciò che è mutato nell’arco dei secoli è la modalità per raggiungere un luogo, all’apparenza, così sperduto e inaccessibile. Certo, si potrebbe tutt’ora sfruttare la trazione a quattro zampe degli animali, come gli antichi erano soliti fare. Non tanto il dorso degli elefanti come osava il temibile Annibale che in queste zone aveva il suo dominio cartaginese, poiché la grande bestia dotata di proboscide si è estinta a queste latitudini già a partire dal primo secolo dopo Cristo, quanto quello del dromedario. Il simpatico mammifero munito di singola gobba è ancora al servizio di chi lo desidera, specialmente di quei turisti che non rinunciano a un’esperienza da cartolina. Però, il tutto richiederebbe tempo e per chi ha fretta l’elenco si accorcia. Non resta che appellarsi ai mezzi a motore. I classici fuoristrada, con motore a scoppio ben celato sotto alla carrozzeria, sono una garanzia, così come i piccoli e agili quad. Tuttavia, questi tempi moderni ci consentono di annoverare una tecnologia impensabile fino a pochi anni fa: il propulsore elettrico. Audi, con la sua SQ6 Sportback e-tron, ci ha permesso di dimostrare che si può essere avventurieri anche con un veicolo a zero emissioni e cavalcare le aspre colline del deserto senza emettere alcun suono. Contro il parere di ogni scettico, l’esperimento ha funzionato.






