Soddisfazione da parte della famiglia, dunque, per quanto deciso dai giudici. Detto ciò, il padre Andrea, sentito dal Corriere della Sera, parla di vittoria amara: «Nulla - spiega - ci restituirà nostro figlio. Ma ora almeno possiamo dire che la verità è stata ascoltata» Allo stesso modo, però, chiede il superamento di una normativa ormai superata: «E quella nuova - spera - forse porterà il nome di mio figlio. Non possono esserci sconti di pena per chi uccide, nemmeno se si tratta di minorenni. Se un ragazzo tira fuori un coltello e uccide, non è una lite. È qualcosa che si è rotto molto prima: in famiglia, nella scuola, nella società. Ma soprattutto vogliamo che chi lo ha ucciso sappia che non potrà mai spegnere il nostro amore».