Un insospettabile killer spietato. Arriva un nuovo, inedito tassello nella comprensione dell’etologia dei pipistrelli, tra gli animali più sorprendenti e affascinanti in natura. Un tassello che ne rivela un lato sin qui sconosciuto.A rivelarlo è la prima documentazione nella storia di un attacco in volo a un pettirosso, catturato e - letteralmente - divorato da una nottola gigante (Nyctalus lasiopterus), il più grande pipistrello europeo, un’apertura alare che può superare i 45 centimetri e una vita trascorsa principalmente in foreste mature, dove ama rifugiarsi nelle cavità degli alberi più alti.

BIODIVERSITÀ E CLIMA

Fa sempre più caldo, i pipistrelli salgono di quota

La predazione è stata integralmente “registrata” grazie a piccoli sensori in grado di catturare suono e movimento su scale temporali inferiori al secondo: speciali “tag” non invasivi di cui sono stati dotati alcuni degli esemplari di nottola gigante di una delle più nutrite colonie al mondo, nel Parco Nazionale di Doñana, vicino Siviglia, in Spagna. Dispositivi ad alta tecnologia in grado di registrare l'altitudine, l'ecolocalizzazione, il movimento 3D e, negli auspici dei ricercatori, il comportamento di caccia dei pipistrelli. E così è stato: la registrazione più “cruda” documenta una picchiata vertiginosa di un pipistrello che – da un’altezza di oltre un chilometro – insegue nel cuore della notte la sua preda – impegnata in una fuga disperata testimoniata da 21 richiami di soccorso - e la raggiunge a 400 metri dal suolo, per poi sferrarle un morso letale. I successivi suoni di masticazione, registrati tra i richiami di ecolocalizzazione, indicano come il pipistrello abbia mangiato l'uccello ininterrottamente durante il volo per 23 minuti consecutivi, senza perdere quota.