Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 11:23
Chi viene sorpreso a guidare senza patente per due volte in due anni commette un reato: rischia un processo e, nei casi più gravi, anche il carcere. La Corte costituzionale, con la sentenza n° 154, ha respinto l’eccezione di costituzionalità sollevata da un giudice di Firenze, secondo cui la legge che regola la guida senza patente, per i recidivi, sarebbe stata di fatto troppo severa.
Il caso oggetto del riguarda una persona accusata di guida senza patente con recidiva, cioè dopo essere già stata fermata una prima volta. Il giudice si era rivolto alla Consulta, sostenendo che punire penalmente chi ripete questo comportamento – mentre chi lo commette una sola volta riceve solo una multa – sarebbe incostituzionale. Secondo il magistrato, infatti, la legge darebbe troppo peso alla recidiva e non terrebbe conto di eventuali attenuanti.
Il Tribunale – si legge nella nota della Consulta – “aveva censurato l’articolo 116, comma 15, del codice della strada, che continua ad annettere rilievo penale all’illecito commesso da chi sia recidivo nel biennio, per violazione dei principi di eguaglianza (art. 3 Cost.), di offensività del reato (art. 25, secondo comma, Cost.) e della funzione rieducativa della pena (art. 27, terzo comma, Cost.), in quanto tale previsione farebbe dipendere la rilevanza penale di un fatto, che per ogni altra persona resta sanzionato solo in via amministrativa, da una condizione soggettiva dell’agente (la recidiva nel biennio) priva di incidenza sull’offesa al bene giuridico protetto, configurando una responsabilità penale cosiddetta “d’autore”. Inoltre, la disposizione censurata enfatizzerebbe oltre misura il peso della recidiva sul piano sanzionatori”.










