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21 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 10:31

“Io alla Davis non avrei mai rinunciato, e se qualcuno della squadra l’avesse fatto, sarebbero stati i compagni e il capitano, prima ancora della federazione, a chiedere spiegazioni nel modo più duro possibile”. Così Adriano Panatta, al Corriere della Sera, ha commentato la decisione di Jannik Sinner di rinunciare alla Coppa Davis. L’altoatesino non è presente infatti tra i cinque convocati dal capitano Filippo Volandri per le finali in programma dal 18 al 23 novembre a Bologna. Una scelta che ha fatto clamore e che lo stesso Panatta ha commentato.

“Ho giocato quando la vecchia Coppa era una delle priorità che si contavano sulle dita di una mano. Così ci insegnavano – ha spiegato Panatta -. Stava alla sensibilità di ognuno dei tennisti azzurri metterla al primo, secondo o terzo posto”. Oggi le priorità per chi sta ai vertici del tennis mondiale sono i quattro slam, le Finals e almeno un torneo di casa. Gli Internazionali di Roma nel caso di Jannik Sinner. Non era così nell’epoca di Panatta, che ha espresso un concetto simile a quello evidenziato da Bertolucci qualche ora prima: “La cinquina ‘delle cose da fare’ ruotava intorno a Roma, Parigi, Wimbledon, la Davis, e forse, per ultimi, gli US Open. Degli Australian Open nessuno parlava, manco li seguivamo sui giornali”.