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Ultimo aggiornamento: 8:14

Una vittoria tanto schiacciante quanto inattesa. È quella che domenica scorsa, 19 ottobre, hanno sancito le elezioni presidenziali che si sono tenute nell’autoproclamata Repubblica Turca di Cipro Nord. I circa 218 mila votanti, su 300 mila abitanti complessivi, si sono chiaramente espressi a favore di Tufan Erhurman, moderato ed europeista, che ha battuto il candidato appoggiato da Erdogan, il presidente uscente Ersin Tatar. I numeri parlano chiaro: verso il primo è confluito quasi il 63% dei voti contro circa il 36% del secondo, con le restanti preferenze suddivise tra gli altri cinque candidati ammessi alla tornata elettorale.

Il leader turco Recep Tayyip Erdogan si è congratulato con il vincitore, ribadendo però che il governo della Mezzaluna continuerà a difendere i diritti e la sovranità dell’entità territoriale. Nonostante il plauso di prammatica, è evidente come per Erdogan l’affermazione di Erhurman rappresenti una sonora sconfitta. Quest’ultimo è infatti favorevole alla riunificazione con la Repubblica di Cipro – lo Stato che occupa la parte meridionale dell’isola e che è membro dell’Unione Europea dal 2004 – attraverso la creazione di una federazione. Opzione che invece vedeva totalmente contrario Tatar, che puntava su un ulteriore avvicinamento alla Turchia, unico paese al mondo che riconosce Cipro Nord. Non a caso lo sconfitto, che ricopriva la carica di presidente dall’ottobre 2020, è una figura politica molto vicina a Erdogan e al posizionamento di Ankara sulla questione.