La Peugeot 309, prodotta tra il 1985 e il 1993, è figlia di un progetto travagliato, che raccoglieva sulle spalle l'eredità di due marchi scomparsi, Simca e Talbot, affermandosi nel contempo come la "sorella maggiore" della leggendaria 205. Inizialmente l'auto, internamente conosciuta come "progetto C28", avrebbe dovuto essere commercializzata col marchio Talbot (e sostituire la sua Horizon), di proprietà del gruppo PSA (detentore pure di Peugeot). Ma le avversità finanziare della Talbot, spinsero i vertici del colosso francese a dirottare il modello sotto l'ombrello della Peugeot, facendo finire sotto al cofano anche i motori di origine Simca.
Un design concreto e aerodinamico
Nonostante le origini complesse, la 309 non rinnegò la sua parentela con il modello di maggior successo: prese in prestito pianale e portiere dalla Peugeot 205 per vestire una carrozzeria a due volumi e mezzo, una soluzione di moda all'epoca. Ne risultò una berlina spaziosa e più aerodinamica della compatta da cui derivava. All'interno, l'abitacolo era talmente spazioso da porla ai vertici del suo segmento. Non mancavano le versioni particolari, come la GL Profil, che con una migliore profilatura aerodinamica abbassava il coefficiente di penetrazione CX da 0.33 a un eccellente 0.30, riducendo consumi e fruscii.






