Un album che riflette sugli stati d’animo, tre copertine diverse e un tour che per la prima volta fa tappa a Londra: Mecna torna con il suo disco più libero e profondo. Dopo mesi di lavoro e silenzio, Mecna è pronto a ripartire con Discordia, armonia e altri stati d’animo, che uscirà venerdì 24 ottobre. Un progetto che non vuole inseguire mode né farsi racchiudere in un genere preciso. Anzi, «non è un disco di rap, ma dentro c’è anche il rap». Prima di tutto, racconta Corrado Grilli, «è un disco su di me». E a volerlo dire in modo ancora più netto: «È il mio lavoro più personale, quello con cui mi sento più libero».
Un disco che si muove in territori emotivi, prima ancora che musicali. Ogni traccia è un’istantanea, un pensiero, uno stato d’animo. Non a caso il titolo nasce da un colpo di fulmine linguistico: «Ogni volta che sorpassavo un tir in autostrada, quelli con con la scritta “discordia”, quella parola mi restava in testa. Mi piaceva. A un certo punto ho pensato: e se ci aggiungessi “armonia”?».
L’album ha una sua coerenza estetica e sonora, ma non è chiuso in una formula: c’è il rap, ma anche l’elettronica. A produrre ci sono due nomi che Mecna ha voluto per affinità e contrasti: Lvnar, compagno di lunga data, e Fudasca, una scoperta recente ma intensa. «Lvnar lavora in un modo, Fudasca in un altro: uno più digitale, l’altro più campionato. Hanno approcci differenti, ma entrambi mi hanno permesso di tirare fuori parti diverse di me. Era giusto ci fossero entrambi».







