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Luigi Marattin, deputato del Partito Liberaldemocratico, ogni volta che interroga in parlamento il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti gli rivolge grosso modo la stessa domanda: «Come ci si sente a fare l’esatto contrario di quello che il suo partito le chiede?». Lo ha fatto anche la scorsa settimana, e il ministro ha risposto che sulle «provocazioni di carattere personale mi avvalgo della facoltà di non rispondere». Ma quella di Marattin, se pure è una provocazione, non è solo di carattere personale, perché coglie un dato politico: «E cioè il fatto», spiega, «che da ormai tre anni ci vediamo propinare una politica di bilancio estremamente cauta, quasi austera».

Stabilire con esattezza cosa sia “austerità” e cosa no, tecnicamente, è complicato. Ma se con austerità si intende una politica di bilancio estremamente oculata, molto più attenta a tenere in ordine i conti pubblici e risanare il bilancio che non a crescita e investimenti, allora il governo Meloni in questi tre anni è stato nel complesso molto austero. E per quanto ognuno possa ovviamente decidere cosa pensarne, è un fatto che sia un atteggiamento molto diverso da quello promesso da Meloni e dalla sua coalizione in campagna elettorale.