“Avere potere significa avere possibilità di scelta. Penso che, in particolare per le donne, nel corso dei secoli ciò che ha impedito di ottenere autonomia e rilevanza sia stato proprio vedersi negare di scegliere per la propria vita”. Se amate Outlander, serie fantasy ispirata ai romanzi di enorme successo di Diana Gabaldon, potete stappare il vino buono: è disponibile su Sky e NOW il prequel. Ancora viaggi nel tempo, ancora donne troppo avanti per la propria epoca, con al fianco gli uomini coraggiosi di cui sono innamorate. Questo è Outlander: Blood of my blood, in cui stavolta i protagonisti sono quattro. Ovvero: Ellen MacKenzie, Brian Fraser, Julia Moriston e Henry Beauchamp. Se avete fatto caso ai cognomi la risposa è sì: sono proprio i genitori di Jamie Fraser e Claire Randall, protagonisti della serie madre.

A interpretarli quattro attori di talento: Harriet Slater, Jamie Roy, Hermione Corfield e Jeremy Irvine (il più famoso: probabilmente l’avete visto in Wan Horse di Spielberg e in Mamma mia! Ci risiamo). Le linee temporali che si uniscono a causa del solito cerchio di pietre magiche sono la Scozia di inizio ‘700 e l’Inghilterra della Prima Guerra Mondiale. Così come la collega Hermione Corfield, che ha riflettuto con noi su cosa significhi davvero avere potere, anche Harriet Slater ha da dire la sua: «Ellen, il mio personaggio, è molto sottovalutata, soprattutto dai fratelli. Non è stata scelta da suo padre come erede del clan MacKenzie perché è una donna, nonostante anche lui sapesse perfettamente che è la più intelligente. Loro però non hanno idea di quanto sia importante il suo ruolo dietro le quinte. A salvarla è proprio la sua capacità di pensare: usa questo a suo vantaggio per ottenere ciò che vuole, facendo in modo che siano altri ad agire al suo posto».