Il 29 settembre i criminal hacker hanno colpito Asahi Group Holdings, gigante che controlla un terzo del mercato giapponese della birra e che produce anche altre bevande e diversi generi alimentari.

L’attacco ha paralizzato tutte le attività solo in Giappone, logistica e servizio ai clienti inclusi. Ci sono voluti 10 giorni per riprendere parzialmente le attività produttive, come ha reso noto il gruppo stesso.

Asahi Group Holdings dà lavoro a 30mila persone in tutto il mondo e produce oltre 100 milioni di ettolitri di bevande ogni anno. Nel 2024 il colosso - che possiede anche la birra Peroni le cui attività non sono state colpite – ha registrato un fatturato di circa 20,5 miliardi di dollari (16,8 miliardi di euro) conseguito per circa la metà proprio in Giappone.

Cosa sappiamo dell’attacco

L’attacco è stato rivendicato dal collettivo ransomware Qilin, attivo dal 2022 e dedito alle incursioni a doppia estorsione. Prima esfiltra dati e poi li crittografa: in questo modo, oltre a impedire alle vittime di potere svolgere le proprie attività, esercita pressioni affinché queste paghino il riscatto richiesto. Al momento non è dato sapere se Asahi Group Holdings ha pagato i cyber criminali né l’ammontare dell’estorsione.