La morte dell’autista del pullman dei tifosi di Pistoia, ucciso da un agguato al bus dopo una partita di A2 da parte di una banda di violenti di Rieti, è uno dei più gravi episodi legati a scontri tra ultras nel basket italiano. Non l’unico, nemmeno la pallacanestro è immune alla violenza di frange delle tifoserie che usano lo sport come pretesto per regolamenti di conti, ma l’agguato di domenica notte ha avuto conseguenze di gravità inedita. Purtroppo non inedita la modalità dell’assalto del pullman.

L'ultimo episodio è avvenuto, poche settimane fa, il 9 ottobre, quando alcuni carabinieri e agenti di polizia, impegnati nel servizio d'ordine alla partita di basket Roseto-Pesaro, sempre di A2, sono stati aggrediti, dopo la partita, con spranghe e sassi al termine della gara da circa 30 persone incappucciate. Una violenza premeditata che per fortuna in questo caso non ha avuto conseguenze, come invece è successo drammaticamente l'altra sera.

Giusto un anno fa, il 15 ottobre 2024, alcuni ultras di Treviso a volto coperto invasero il bus dei tifosi di Mestre prendendoli a bastonate.

A febbraio 2017 a Treviso, i tifosi di casa aggredirono con lancio non di mattoni come domenica ma di petardi e bottiglie il bus dei tifosi di Roseto, colpevoli d’essere gemellati con la nemica Fortitudo. L’intervento della polizia evitò conseguenze gravi.