PERUGIA - L'indagine sulla morte di Hekuran Cumani si fa complessa: le testimonianze dei ragazzi coinvolti non hanno chiarito il quadro, nonostante l'identikit del possibile assassino del 23enne, che potrebbe essere un giovane di origini magrebine tra i 22 e i 24 anni. E non si trova il coltello con il quale è stato colpito il giovane di Fabriano, ucciso nel corso di una rissa in un parcheggio nella zona universitaria di Perugia.

Delitto per il quale proseguono ininterrottamente dalle prima ore della mattinata di sabato le indagini della squadra mobile di Perugia. Gli accertamenti, coordinati dalla procura diretta da Raffaele Cantone, sono proseguiti anche nella notte. Decine le persone sentite per ricostruire quanto successo. L'omicidio è avvenuto nel parcheggio antistante il Dipartimento di matematica e informatica dell'Università. Cumani, cittadino italiano nato da genitori albanesi, è stato coinvolto in una lite innescata probabilmente all'interno della discoteca e poi degenerata in rissa e delitto fuori. Uno scontro per «futili motivi» tra due gruppi, uno di ragazzi arrivati dalle Marche, l'altro composto da giovani italiani di prima e seconda generazione di Perugia, che non si conoscevano. Le verifiche hanno anche accertato che nessuno dei due gruppi aveva il coltello almeno nel locale, con le armi spuntate nel parcheggio, portate da una persona probabilmente chiamata dal gruppo di perugini e arrivata successivamente, oppure prese dalle auto parcheggiate.