Palestra e tatuaggi le sue passioni, e le serate fuori regione con gli amici nel weekend. Hekuran Cumani, 23 anni compiuti a luglio, era quello che impropriamente viene definito un italiano di seconda generazione, nato in Italia dunque da genitori albanesi con i quali abitava ancora a Fabriano nelle Marche."Un bravo ragazzo che non cercava guai", hanno ripetuto tutti gli amici agli investigatori della squadra mobile che li hanno interrogati in queste ore.

Non era uno degli studenti dell'Università di Perugia, dove è morto alle quattro della notte per una forte emorragia causata da una coltellata sferratagli tra il collo e la gola. Al pub 100Dieci era arrivato a tarda sera dopo un giro con gli altri amici per altri pub della movida perugina. D'estate lavorava nel ristorante di famiglia a Senigallia, d'inverno si arrangiata con lavoretti saltuari.

I profili social lo ritraggono spesso con foto in cui metteva in mostra il suo fisico fa palestra e i tanti tatuaggi che ricoprivano diverse parti del suo corpo. A Perugia veniva spesso la sera nei weekend con il cugino e un gruppo di amici ma non era mai stato coinvolto in nulla. La sua fedina penale risultava pulita.