PADOVA - Sono 116mila gli alloggi presenti nel territorio padovano, e anche se non tutti dovranno essere sottoposti a interventi di riqualificazione, una quota consistente (soprattutto quelli più datati e in classi energetiche F e G) sarà interessata dalla nuova direttiva europea sull'efficienza energetica degli edifici. L'obiettivo dell'Unione Europea è ridurre entro il 2030 i consumi medi di energia del 16% e portare gradualmente tutti gli immobili verso la neutralità energetica. Un traguardo ambizioso che, a livello nazionale, secondo le stime, potrebbe costare 1.250 miliardi di euro ai proprietari italiani.
A prendere posizione, con toni di forte preoccupazione, è Silvia Dell'Uomo, presidente degli agenti immobiliari della Fimaa Confcommercio Ascom Padova, che non usa mezzi termini nel descrivere gli effetti che la misura potrebbe avere sul mercato. «Lo dico: per il mercato immobiliare sarà una tragedia - dichiara Dell'Uomo -. A Padova ci sono circa 116mila alloggi ma in Italia sono 5 milioni i condomini, la maggior parte costruita nel secolo scorso. Poi ci sono 20 milioni di abitazioni realizzate tra il 1961 e il 2000 e che sono circa i due terzi del totale. Ma abbiamo anche 3,3 milioni di case che hanno più di 100 anni e un 10%, pari a circa 4 milioni, sono quelle edificate in questo secolo per cui, almeno in linea teorica, quelle che dovrebbero avere meno problemi». La portata economica degli interventi richiesti è enorme e rischia di mettere in difficoltà milioni di famiglie. «Infatti - continua Dell'Uomo - i 1.250 miliardi di euro in 7 anni si riferiscono alla necessità di ridurre il consumo medio di energia del 16% entro il 2030 e dovrebbero essere coinvolti il 15% degli immobili rientranti nelle classi F e G. Fatta dunque la tara dovremmo essere nell'ordine di 500mila edifici pubblici e 5 milioni di edifici privati. Secondo voi, sarà mai possibile arrivare a quell'obiettivo?». La direttiva europea, ricorda la presidente, prevede l'obbligo di abbassare le classi energetiche di due livelli. Tradotto in termini concreti, significa che i condomini saranno chiamati a sborsare almeno 40mila euro per gli interventi di adeguamento, una cifra che rischia di bloccare il mercato immobiliare.








