“Tredici o quattordici anni fa io e lo sceneggiatore Sandro Petraglia (che ha scritto il film con la collaborazione di Lorenzo Bagnatori, ndr) individuiamo il librettino “Il falsario di Stato”. Uno spaccato noir della Roma degli Anni di piombo, scritto da Nicola Biondo e Massimo Veneziani. Io non conoscevo questo personaggio perché non è mai stato coinvolto in processi dalla magistratura”. Il nome di Chichiarelli “viene fuori con a la seconda commissione d’inchiesta sulla morte di Aldo Moro”, racconta Riccardo Tozzi, produttore e fondatore di Cattleya. Da qui la scelta di affidare la regia a Stefano Lodovichi: “Abbiamo pensato a un regista giovane che non avesse vissuto quel periodo. E che avesse un occhio più che distaccato e, al tempo stesso, una passione per la storia”. Tre anni e mezzo fa “mi hanno chiamato per provare a raccontare gli Anni Settanta con un occhio diverso. Non avendo vissuto quel periodo ho dovuto reinterpretarlo studiando e guardano i film dell’epoca, cercando di trovare qualcosa che mi affascinasse. Soprattutto nel personaggio di Toni, che è molto ambiguo e non ci sono tante documentazioni che lo raccontino”, spiega Lodovichi. “È un personaggio trasversale che opera dietro le quinte, tocca il mondo dei fascisti, dei brigatisti, dei servizi segreti, il rapimento Moro. Ha messo il piede un po’ ovunque senza mai troppo apparire”. “Questo - riflette il regista - lo rende intrigante e vicino anche alla nostra epoca. Lui è uno di quei giovani che in realtà non prende una posizione precisa nei confronti della politica. E in quel periodo non potevi non prendere una posizione netta, dovevi essere rosso o nero. Ma lui lo fa, rappresentando il disinteresse dei giovani di oggi verso quella che è la Cosa pubblica”. Le nuove generazioni “sono sempre più senza passioni ed è qualcosa che porta al non fare. Essere parte del nostro mondo non può che essere qualcosa di attivo: fare politica è questo, non per forza schierarsi con un partito o con l’altro”.
Pietro Castellitto è il "falsario" del Caso Moro: "Negli Anni 70 i giovani volevano cambiare la Storia"
“Non ho vissuto gli Anni Settanta. Ma attraverso i racconti del produttore Riccardo Tozzi e quelli di mio padre Sergio (Castellitto, ndr) ho avu...








