E'maturato all'interno di un gruppo malavitoso dei Quartieri Spagnoli e sarebbe riconducibile, ad un video intimo, l'agguato avvenuto a Napoli lo scorso 15 settembre in cui è rimasto ferito gravemente uno dei due occupanti una Smart crivellata di colpi.

Secondo gli accertamenti dei carabinieri, della DDA e della Procura per i Minorenni di Napoli, a farne le spese non sarebbe stato neppure il reale obiettivo della pioggia di fuoco che solo per puro caso non ha fatto vittime.

Tutto sarebbe accaduto perché uno dei componenti del gruppo, legato sentimentalmente con la giovane figlia del capo, aveva mostrato dei video intimi di rapporti tra lui e la ragazza. E per questo motivo doveva essere punito.

Al raid, messo a segno in sella a uno scooter rubato in via Conte di Mola, avevano partecipato tre persone: il capo del gruppo, uno dei suoi figli e una terza persona al momento ignota. Ci sarebbero dovuti essere altri due giovani, anche loro in sella a uno scooter, che però arrivarono in ritardo, a cose già fatte.

Il reale obiettivo del primo raid si trovava nella Smart crivellata di colpi ma è rimasto incolume. Per vendicarsi, si è poi recato dinanzi l'abitazione della fidanzata di un uomo di fiducia del boss per vendicarsi, sparando e ferendolo alle gambe. Il ragazzo, in realtà, era uno dei due giunti in ritardo sul luogo dell'agguato.