SESTO AL REGHENA (PORDENONE) - Brutta sorpresa ai prati Burovich, a Sesto al Reghena. Nella notte tra giovedì e venerdì una mano ignota, ma molto ben organizzata, ha portato via dai percorsi che attraversano le “stanze” dei grandi prati stabili tutti i cartelli di legno - almeno una quarantina - che facevano parte dell’opera “Segnali ovvi” realizzata nell’ambito della rassegna d’arte Teste Testè dall’artista sloveno 35enne Enej Gala.
Dai sopralluoghi effettuati dopo la sparizione dei segnali, si evince che chi li ha sottratti alla pubblica fruizione era piuttosto organizzato, dato che si accede a quella porzione dei prati solo col trattore e, nel caso specifico, con un capiente rimorchio, come testimoniano i segni delle grandi ruote presenti un po’ ovunque. «Siamo davvero dispiaciuti per quanto è accaduto – commenta la sindaca Zaida Franceschetti – anche perché queste opere hanno suscitato curiosità e interesse tanto da essere meta di tanti appassionati in questi mesi». La prima cittadina evidenzia che «il fatto che i “Segnali ovvi” (come d’altronde le altre installazioni) siano posti in luoghi pubblici non sorvegliati e di libero accesso è stata una scelta consapevole, anche se confidavamo nella sensibilità di comprendere che non andavano rimossi, ma lasciati al loro lento decadere e al ritorno alla natura, come accade sempre nelle opere che si ispirano anche alla land art».






