Sulla possibilità di pagare meno tasse portando in detrazione le spese per i libri scolastici non ci sono stati margini. Il governo ha valutato fino all'ultimo il dossier, ma alla fine non ha trovato spazio in manovra. «È un'ambizione che non siamo riusciti ad assecondare perché le risorse sono state dirottate sull'Isee e su altre misure a favore della famiglia», ha spiegato il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti.

Sulla famiglia la legge di Bilancio approvata ieri in Consiglio dei ministri mette 1,6 miliardi e a queste risorse vanno ad aggiungere i benefici per il ceto medio del taglio dell'Irpef al 33% per il ceto medio e la detassazione degli cresci contrattuali per chi guadagna fino a 28mila euro (sconto di cui potranno contare contratti che saranno rinnovati nel 2026 e quelli già sottoscritti nel 2025). La riduzione dell'Irpef vorrà dire fino a 440 euro in busta paga all'anno, mantenendo il beneficio fino oltre i 50mila euro di retto raggiunto i quali finisce lo scaglione della seconda aliquota. Del taglio beneficeranno i contribuenti fino a 200mila euro, soglia superata la quale scatterà la sterilizzazione, agendo sulle detrazioni.

Famiglia e potere d'acquisto sono due delle priorità indicate dalla premier Giorgia Meloni. Come annunciato la manovra di bilancio rafforza il sostegno per le madri lavoratrici. Da 40 euro al mese di passa a 60 euro, portando il contributo complessivo a 720 euro l'anno. Come per altri bonus e agevolazioni anche questo è legato all'Isee (la soglia per il bonus mamme è di 40mila euro). Ma proprio il disegno di legge di Bilancio interviene sul calcolo dell'indicatore di ricchezza delle famiglie che dà accesso a servizi e prestazioni. Due anni fa erano stati esclusi dal conteggio gli investimenti in titoli di Stato fino a 50mila euro. Quest'anno sarà esclusa la prima casa, fino a un valore catastale di 92mila euro (salvo limature dell'ultima ora).