ROMA – Salari bassi e manager strapagati. Sergio Mattarella, nel giorno del varo della manovra, lancia l’allarme sulla qualità del lavoro in Italia. «Troppi contratti pirata». «Troppi squilibri nelle retribuzioni. L’invito a porvi riparo è rivolto «alle parti sociali e alle istituzioni». Ci sono «tante famiglie sospinte sotto la soglia della povertà nonostante il lavoro di almeno uno dei componenti, mentre invece super manager godono di remunerazioni di centinaia o persino migliaia di volte superiori a quelle di dipendenti delle imprese».
Dopo il Covid «risultati positivi sono stati conseguiti dagli azionisti e robusti premi hanno riguardato taluni fra i dirigenti», ma senza che vi sia stato «l’incremento dei salari reali», tra i lavoratori. Quelli sono rimasti al palo. E il costo della vita cresce.
Un controcanto, quindi. Rivolto anche a chi, nel governo, suona soltanto la fanfara dell’occupazione che cresce.
Società in movimento
L’ha pronunciato, al Quirinale, durante la cerimonia di consegna delle Stelle al merito del lavoro. Ha riconosciuto «il trend positivo dell’occupazione», perché mostra «una società italiana in movimento».










