Il Dio Fluviale di Michelangelo torna a casa, all'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze: il recupero del capolavoro michelangiolesco è stato voluto dal segretario generale Giorgio Bonsanti e condiviso dalla presidente Cristina Acidini che ha concluso la campagna di raccolta fondi.

Il nuovo allestimento porta la firma degli architetti David Palterer e Norberto Medardi di P&m Architecture: la grande figura è collocata su una base di legno, inglobata in un parallelepipedo di vetro realizzato a Venezia che evoca il fluire dell'acqua, e dotata di congegni antisismici che ne garantiscono la sicurezza.

La riapertura sarà dal 19 ottobre.

L'opera fu donata all'Accademia delle Arti del Disegno da Bartolomeo Ammannati nel 1583: per lungo tempo le difficoltà tecniche del restauro consigliarono di non eseguire l'intervento fino alla svolta del 2015, quando la richiesta di prestito per la mostra 'I Medici e le Arti a Firenze nel secondo Cinquecento' (2017-2018) rese necessario un intervento radicale.

Il restauro, affidato a Rosanna Moradei dell'Opificio delle Pietre Dure e da lei terminato con il sostegno dei Friends of Florence, si svolse tra il 2015 e il 2017. Al termine dell'esposizione a Palazzo Strozzi il modello fu trasferito nella sede di via Orsanmichele, dove è rimasto protetto nella cassa di movimentazione fino all'ultimazione della nuova sala espositiva che accoglie anche una lunetta di Francesco Granacci e un Crocifisso ligneo della bottega del Sangallo. Tra i donatori ci sono Ministero della Cultura e Fondazione Cr Firenze.