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17 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 16:57
A una settimana dall’entrata in vigore del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, gli aiuti umanitari stanno ancora entrando ancora con il contagocce, nonostante i bisogni della popolazione, dopo due anni di bombardamenti, siano enormi. Lo racconta Salah Skaik, operatore di Oxfam che si trova a Gaza City. “Le famiglie stanno tornando e trovano la loro casa e i loro quartieri distrutti. I bisogni sono ancora enormi” spiega in un breve video. L’organizzazione offre anche aiuto psicologico per superare i traumi, oltre a distribuzione di acqua pulita e soldi per comprare cibo. “L’impegno assunto dalla comunità internazionale e dall’Unione europea per alleviare le sofferenze del popolo palestinese non si è tradotto ancora in alcuna azione concreta – scrive Oxfam in una nota- Gli aiuti umanitari, da cui dipende la sopravvivenza della popolazione, continuano a entrare in quantità meramente simboliche, mentre non si chiarisce quale sarà il ruolo del popolo palestinese nel determinare il proprio futuro, né si sta esercitando alcuna effettiva pressione su Israele per porre fine all’occupazione illegale della Cisgiordania”. Solo Oxfam in questo momento ha ancora oltre 2,5 milioni di dollari di aiuti di prima necessità e pacchi alimentari stoccati nei magazzini fuori Gaza, che non possono entrare.







