L’implosione del sommergibile sperimentale Titan, avvenuta nel giugno 2023 durante un’immersione verso il relitto del Titanic, sarebbe stata causata da gravi carenze ingegneristiche, con conseguente perdita di tutti e cinque i passeggeri a bordo. È quanto emerge dal rapporto finale del National Transportation Safety Board (NTSB) degli Stati Uniti, riportato dalla Bbc e dall’Associated Press. Secondo l’indagine, il Titan avrebbe subito una implosione catastrofica mentre scendeva verso il fondo dell’Atlantico settentrionale, provocando la morte immediata di tutti i presenti, tra cui Stockton Rush, amministratore delegato di OceanGate, l’esploratore francese Paul-Henri Nargeolet, soprannominato “Mr. Titanic”, l’avventuriero britannico Hamish Harding e due membri della nota famiglia pakistana Dawood, Shahzada e suo figlio Suleman. Il rapporto NTSB evidenzia che il sommergibile, molto probabilmente, non rispettava i requisiti di resistenza e durabilità. Il veicolo, costruito con una struttura in fibra di carbonio composita, conteneva più anomalie strutturali e non sarebbe stato sottoposto a test adeguati. OceanGate, proprietaria del Titan, non era consapevole del reale stato di deterioramento del sommergibile e avrebbe dovuto ritirarlo dal servizio prima dell’ultima immersione. Il documento sottolinea inoltre che il ritrovamento dei resti del Titan poteva avvenire prima se l’azienda avesse seguito le procedure standard di emergenza, risparmiando tempo e risorse, anche se il salvataggio non sarebbe stato possibile.
Titan, “gravi carenze ingegneristiche”. Il report sull'implosione è impietoso
L’implosione del sommergibile sperimentale Titan, avvenuta nel giugno 2023 durante un’immersione verso il relitto del Titanic, sarebbe sta...










