Pochi sguardi ad accompagnarla nell'ultimo saluto a Trespiano, appena 8 persone, riporta il Corriere Fiorentino, presenti al funerale di Elena Gurgu. Nessun familiare, a quanto appreso dal quotidiano, solo amici e legali. La giovane donna si era tolta la vita a Sollicciano lo scorso 7 settembre. Un gesto e un messaggio "Elena vi saluta" che lasciano sgomenti detenuti e personale del penitenziario fiorentino.
Si è tolta la vita di domenica, impiccandosi in cella. Era in carcere a scontare la sua pena, e il suo nome era legato all'aggressione avvenuta il 29 agosto 2024 ai danni di un anziano di 91 anni, in via Maso Finiguerra. Senza fissa dimora, di nazionalità romena, così viene identificata, poi le accuse di rapina e lesioni. Neppure 15enne aveva lasciato la Romania per l'Italia. Una adolescenza vissuta in strada la sua, fino alle porte di Santa Maria Novella, dove lentamente la gente impara a conoscerla tra via Palazzuolo e Borgo Ognissanti, e anche a tenderle una mano, per aiutarla.
Fino a quel maledetto fine d'agosto in quell'androne di via Maso Finiguerra, con Ezio che, aggredito, rischia la vita e resta in coma per alcune settimane. La prostituzione e la droga, le occasioni di riscatto attraverso il volontariato locale e l'assistenza sociale, fanno da antagonisti rispetto alla storia della giovane, finita troppo presto, in una bara bianca sepolta sulla collina, tra i cipressi di Trespiano.






